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Quali visti per fare affari negli Stati Uniti?

Quali visti per fare affari negli Stati Uniti?

Quali visti per fare affari negli Stati Uniti? Risponderemo a questa domanda nell’articolo di oggi di Avvocato a Miami.

 

Oggi ci occupiamo di un aspetto non secondario quando si pensa di iniziare un’attività commerciale negli Stati Uniti: il visto. Croce e delizia per molti cittadini che da tutto il mondo tentano ogni anno la lotteria della green card, esistono diverse tipologie di “business visa” temporanei, a seconda delle esigenze del richiedente. La scelta del visto e il processo di application sono parte del processo di pianificazione aziendale.

 

Ci sono diversi visti temporanei (oltre alla famosa “green card,” che invece dà diritto alla residenza permanente negli USA). Vediamoli ora nel dettaglio.

 

VISTO B-1.

 

Con tale visto non è consentito l’impiego, o percepire guadagni per prestazioni professionali da compagnie/entità americane. È possibile invece negoziare contratti, consultarsi con soci in affari, avviare arbitrati e cause giudiziarie, partecipare a seminari, fare ricerche e intraprendere altre attività consentite.

 

Il visto B1 ha una durata complessiva di 10 anni, ma l’effettivo periodo di soggiorno viene stabilito ad ogni singola entrata negli Stati Uniti e può variare da 15 giorni a 6 mesi, al termine dei quali si deve fare rientro nel proprio paese a meno che non venga richiesta un’estensione. Il periodo di 6 mesi può essere esteso infatti fino ad un massimo di un anno.

 

Il rifiuto del visto B1 comporta la revoca automatica dell’autorizzazione di viaggio ESTA. Tuttavia, la domanda per l’ESTA può essere ripresentata, e ci sono alcune probabilità che venga approvata, specialmente dopo aver aspettato almeno sei mesi dal rifiuto del visto B1.

 

I visti della categoria E sono quelli riservati a imprenditori con filiali all’estero o investitori. Si distinguono in E1 ed E2.

 

E-1 (TREATY TRADER”).

 

Con un visto E-1, si può essere ammessi negli Stati Uniti unicamente per dedicarsi al commercio internazionale (Import/Export), per conto proprio. Il Dipartimento d’immigrazione americano definisce “commercio” come la compravendita internazionale di merci, che produca un volume d’affari consistente tra gli Stati Uniti e un paese del trattato.

 

In generale, il commercio comporta un flusso costante di unità commerciali, attraverso numerose operazioni nel corso del tempo. Voci di commercio includono, ma non sono limitate a:

 

  • -Merci;
  • -Servizi bancari internazionali;
  • -Servizi assicurativi internazionali;
  • -Servizi di trasporto internazionali; o
  • -Servizi di turismo.

 

Requisiti per il Visto E-1

 

Per ottenere un visto E1, il richiedente deve soddisfare determinati requisiti specifici, tra I quali:

 

1. Essere cittadino di un paese con il quale gli Stati Uniti mantengono un Trattato di commercio e navigazione;

2. Il commercio internazionale deve essere notevole e in corso

3. I beni negoziati sono facilmente identificati e rintracciabili

4. L’impresa è attualmente operativa

5. Almeno il 50% del commercio avviene tra gli Stati Uniti e il Paese dell’accordo. I seguenti documenti potrebbero essere usati per verificare questo requisito: rapporti annuali, ordini d’acquisto o fatture, fatture di vendita, polizze di carico, dati dell’inventario, and brochures.

6. Prova che il commercio è redditizio e che i profitti sono sufficienti non solo per sostenere il commerciante e la sua famiglia, ma anche per fornire guadagni addizionali da investire nuovamente nella compagnia

 

Quali visti per fare affari negli Stati Uniti?

E-2 (TREATY INVESTOR”).

 

Il visto E2 da investimenti (E2 Visa) è per cittadini di paesi con cui gli Stati Uniti hanno firmato un trattato internazionale per il commercio, tra cui l’Italia, che vogliono trasferirsi negli Stati Uniti per dirigere le operazioni di una società americana (nuova società da doversi costituire, o acquisto di una società esistente) nella quale il richiedente abbia effettuato, o sia in procinto di effettuare, un investimento sostanziale.

 

Esiste qui una correlazione fondante con il capitale investito, perché questo deve essere sufficiente per il tipo di affare che si intende condurre (anche se i regolamenti non prevedono un ammontare specifico). Il richiedente può essere il proprietario dell’azienda oppure un manager o dipendente altamente specializzato, che l’azienda considera necessario per sviluppare e dirigere lo stabilimento statunitense.

 

Requisiti generali per l’ottenimento di un visto E-2:

 

  1. – L’investitore, che sia una persona fisica o giuridica, deve avere la nazionalità di un paese con cui gli Stati Uniti abbiano un trattato che preveda specificamente il rilascio di visti E-2 per i cittadini di tale paese;
  2. – I cittadini stranieri che desiderano ottenere un visto E-2 devono possedere la cittadinanza di un paese con cui gli Stati Uniti abbiano un accordo che preveda il rilascio del visto
  3. – L’investimento deve essere “sostanziale,” nel senso che deve trattarsi di un investimento adeguato e sufficiente a garantire il buon funzionamento dell’impresa;
  4. – Alla base dell’investimento vi deve essere un’impresa reale ed operativa. Gli investimenti speculativi o non attivi non sono idonei per l’ottenimento di un visto E-2;
  5. – L’investimento non può essere “marginale.” Questo significa che l’investimento deve generare redditi significativamente più alti rispetto a quanto necessario al solo mantenimento dell’investitore e della propria famiglia, o deve avere un impatto economico sostanziale negli Stati Uniti; e
  6. – L’investitore deve avere il controllo dei fondi e l’investimento deve essere “a rischio” dal punto di vista commerciale. 

 

GREEN CARD

 

Esauriti i visti temporanei, concludiamo con una nota sulla “Green Card,” premessa necessaria per la richiesta di cittadinanza americana. Un cittadino italiano potrebbe scegliere di conseguire un visto temporaneo, e in un momento successivo, prima della scadenza del visto stesso, richiedere la green card una volta maturato i requisiti necessari. 

 

Una volta ottenuta la green card, sono comunque richiesti dei requisiti minimi, come la permanenza negli Stati Uniti per determinati periodi di tempo, che se non rispettati determinano la possibilità di revoca della green card stessa. 

 

Infine, è fondamentale menzionare il profilo fiscale. Il titolare di Green Card, infatti, è assoggettato a tutti gli obblighi fiscali del cittadino Americano, senza distinzione alcuna. Tale individuo dovrà dichiarare negli USA il reddito prodotto in qualsiasi parte del mondo e, secondo la normativa FATCA, i conti correnti detenuti all’estero il cui valore sia superiore alla soglia dei 10.000 $, considerando la somma dei saldi massimi raggiunti dai conti correnti nell’anno considerato. 

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